L’effetto della dieta sulla salute mentale

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Immagine Credit: Association for Psychological Science

Una sana alimentazione è considerata la pietra miliare della salute fisica, ma la ricerca sta sempre più dimostrando l’effetto della dieta sulla salute mentale. Una sezione speciale in Clinical Psycological Science mette in evidenza i diversi approcci che i ricercatori  stanno utilizzando per comprendere i molti modi in cui la nutrizione e la salute mentale si intersecano.

Clinical Psychological Science è una rivista dell’ Association for Psychological Science.

Decenni di ricerche hanno dimostrato l’importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione e nel trattamento degli effetti negativi dell’ infiammazione e stress, i processi fisiologici che sono intimamente collegati alla salute mentale. Nonostante questo chiaro collegamento, la dieta e il metabolismo in genere non sono presenti negli studi che esaminano gli aspetti del benessere psicologico.

( Vedi anche:10 super alimenti che aumentano il potere del vostro cervello).

La nutrizione non è mainstream all’interno delle scienze che studiano la salute mentale e la malattia”, dice lo psicologico Alan Kazdin della Yale University ed ex Direttore della rivista  Clinical Psychological Science, nella sua introduzione.

Lo scopo di questa raccolta di articoli è quello di “mostrare la diversità fra gli studi svolti in un nuovo campo della ricerca, in rapida crescita, sulla nutrizione e salute mentale”, scrivono guest editori Julia J. Rucklidge dell’ Università di Canterbury e Bonnie J. Kaplan dell’Università di Calgary nella loro introduzione all’edizione speciale.

I cinque articoli inclusi nella sezione speciale indagano l’interazione nutrizione/ salute mentale da vari livelli e prospettive.

  • Basandosi su ricerche precedenti che dimostrano gli effetti benefici di una dieta stile mediterraneo – ricca di frutta e verdura, grassi sani, noci e pesce – – Almudena Sanchez-Villegas e colleghi hanno esaminato i risultati associati a uno stile di vita più ampio che include oltre alla dieta Mediterranea, l’attività fisica e l’attività sociale. Osservando i dati da 11.800 individui che hanno partecipato a uno studio longitudinale su base universitaria, i ricercatori hanno scoperto che tutte queste variabili hanno predetto in modo indipendente un minor rischio di depressione. L’articolo mette in evidenza l’importanza di esaminare gli effetti combinati di fattori di stile di vita nutrizionale e altri, sui risultati della salute mentale.
  • Jane Pei-Chen Chang e colleghi  si sono concentrati su un altro disturbo mentale: l’ADHD. Esaminando i dati da 21 bambini con ADHD e 21 bambini senza ADHD, i ricercatori hanno trovato complesse relazioni tra il consumo di alimenti per bambini, i sintomi fisici e le prestazioni cognitive. Secondo i risultati, i bambini ADHD che hanno avuto una minore assunzione di acidi grassi EFA hanno mostrato maggiori sintomi di ADHD.
  • Concentrandosi su potenziali interventi nutrizionali sul disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), Jerome Sarris e colleghi hanno esaminato gli effetti di un trattamento con un agente aminoacido chiamato N-acetil-cisteina (NAC) in uno studio controllato randomizzato con 44 partecipanti. I dati non hanno mostrato alcuna differenza complessiva tra NAC e placebo nel ridurre i sintomi OCD, ma i confronti dei sottogruppi hanno indicato che i partecipanti più giovani e quelli che erano stati diagnosticati da un periodo di tempo più breve, sono stati più propensi a mostrare un miglioramento in risposta a NAC. I ricercatori suggeriscono che ulteriori studi con campioni più grandi sono necessari per determinare l’utilità di NAC come aggiunta al trattamento OCD.
  • Joanna Lothian, Neville M. Blampied, e Julia J. Rucklidge, hanno esplorato i micronutrienti ad ampio spettro (cioè, vitamine e minerali) come trattamento per l’insonnia, una condizione che è associata con una varietà di problemi di salute mentale. In uno studio di 8 settimane, i ricercatori hanno indagato gli esiti associati con l’uso di un integratore con micronutrienti in un gruppo di 14 adulti che hanno riportato sintomi di insonnia. I partecipanti hanno riportato miglioramenti nei sintomi di insonnia, umore, stress e ansia nel corso della sperimentazione. I ricercatori fanno notare diverse limitazioni nello studio – tra cui il fatto che i partecipanti erano a conoscenza del trattamento e lo studio mancava un gruppo di controllo. Lo studio dovrebbe essere riproposto nella ricerca futura.
  • Per indagare il rapporto tra infiammazione e depressioneTasnime N. Akbaraly e colleghi hanno esaminato i dati sulla dieta e sintomi depressivi raccolti da 4.246 adulti in un periodo di 5 anni. I ricercatori hanno scoperto che le diete ad alto “indice infiammatorio” sono stati associati ad un aumentato del rischio di sintomi depressivi, ma solo tra le donne. Biomarcatori specifici di infiammazione non hanno spiegato questa associazione.

Fonte: Medicalxpress

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