“La parola agli ipovedenti” – Seminario Nazionale

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Roma, 22 ottobre 2016

Aula della Clinica Oculistica – Università Sapienza-Policlinico Umberto I

(Ingresso da Via Lancisi)

 

La parola agli ipovedenti”: questo il titolo del quarto seminario nazionale a loro dedicato, in programma sabato 22 ottobre a Roma presso l’Università Sapienza-Policlinico Umberto I.

L’appuntamento, che cade nel mese tradizionalmente dedicato alla prevenzione, è stato organizzato dalla Commissione Nazionale Ipovedenti dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e dalla Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia Onlus, in stretta collaborazione con il Dipartimento Organi di Senso, Sezione Oftalmologia dell’Università Sapienza di Roma, che ospita l’evento.

Di cosa parliamo quando diciamo “ipovedente”? Secondo la Treccani, ipovedènte è colui che “ha la vista gravemente insufficiente, quasi cieco”. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un soggetto è cieco quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20, mentre è ipovedente quando essa è compresa tra 3/10 e 1/20. In Italia il concetto legale di cecità-ipovisione è stato ridefinito con la legge n. 138 del 2001 (“Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici”). Le innovazioni introdotte da questa legge sono state a lungo auspicate dagli addetti ai lavori e dai disabili visivi stessi. Suo merito principale è quello di prendere in esame, per la valutazione del danno, non solo la visione centrale, ma anche lo stato della visione periferica, il cosiddetto campo visivo. La legge 138 non prevede però indennità alcuna per la persona ipovedente lasciando intatti i criteri della Legge n. 406 del 28 marzo 1968 e successive modifiche.

Ma quanti sono gli ipovedenti? Tanto per rendersi conto dei numeri di cui stiamo parlando, in Italia gli ipovedenti sono oltre 1 milione, mentre nel mondo, secondo l’OMS, sono 246 milioni e il loro numero è in crescita anche a causa dell’invecchiamento demografico.

“L’ipovedente è colui il quale vede in maniera sufficiente per non dover organizzare la propria vita come quella di un cieco, ma allo stesso tempo vede troppo poco per svolgere la sua vita come chi vede normalmente – dichiara il coordinatore della Commissione Ipovisione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Adoriano Corradetti. Oggi, come ieri, stabilire con certezza cosa sia l’ipovisione e chi siano gli ipovedenti, è un compito arduo, sia perché esistono diversi tipi d’insufficienza visiva, sia perché possono essere vari i parametri cui fare riferimento, sia perché la società moderna, aperta, civile, globalizzata non ha ancora acquisito la cultura stessa dell’ipovisione. Il primo vero e grande problema quindi, è di natura sociale-culturale: l’ipovisione sarebbe poco conosciuta, infatti sola una percentuale irrisoria di persone conosce il termine.

L’ipovisione – conclude Corradetti – varia molto da individuo ad individuo secondo l’età, le attitudini e il carattere; è un fenomeno dinamico che sfugge alle definizioni rigide, che si manifesta con forme e modalità diverse, che non si lascia studiare con sistematicità, che influisce inevitabilmente su aspetti psicologici, comportamentali, relazionali, educativi, ed esistenziali del soggetto”.

Nel corso del seminario, si affronteranno gli aspetti normativi legati all’ipovisione e le dinamiche familiari, passando per i vissuti dei disabili visivi in ambito scolastico e lavorativo, per arrivare a raccontare un progetto di riabilitazione visiva a domicilio (Eye Fitness).

Protagonisti del seminario saranno oculisti, ortottisti, psicologi e, naturalmente, gli stessi ipovedenti, che interverranno con relazioni e preziose testimonianze sulle loro problematiche.

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