La carenza di zinco può influenzare la risposta del sistema immunitario

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Lo zinco, un minerale importante per la salute umana, sembra influenzare il modo in cui il sistema immunitario risponde alle stimolazioni, in particolare, all’infiammazione, secondo una nuova ricerca della Oregon State University.

La carenza di zinco potrebbe svolgere un ruolo in malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il cancro ed il diabete che coinvolgono l’infiammazione. Tali malattie spesso compaiono in adulti più anziani che sono maggior rischio di carenza di zinco.

” Quando c’è una carenza di zinco, le cellule che controllano l’infiammazione sembrano rispondere in modo diverso e sono indotte a promuovere una maggiore infiammazione”, ha spiegato Emily Ho, Professore e Direttore del the Moore Family Center for Whole Grain Foods, Nutrition and Preventive Health in the OSU College of Public Health and Human Sciences e autore principale  dello studio.

Lo zinco è un micronutriente essenziale necessario per molti processi biologici, tra cui la crescita e lo sviluppo, l’immunità e la funzione neurologica. Si trova naturalmente in alimenti ricchi di proteine come la carne e frutti di mare e tra questi, le ostriche hanno il più alto contenuto di zinco. In generale, circa il 12% delle persone è carente di zinco e questo tasso aumenta al 40% tra le persone con 65 anni di età. Gli anziani tendono a mangiare meno cibi ricchi di zinco e il loro corpo non sembra utilizzare e assorbire il minerale. Questo rende gli anziani molto sensibili alla carenza di zinco.

Nello studio, i ricercatori hanno cercato di comprendere meglio il rapporto tra la carenza di zinco e l’infiammazione. Gli esperimenti condotti, hanno indicato che la carenza di zinco ha indotto un aumento della risposta infiammatoria nelle cellule. I ricercatori hanno dimostrato per la prima volta che la riduzione di zinco causa l’attivazione impropria delle cellule immunitarie e disregolazione di una citochina IL-6, una proteina che interessa l’infiammazione nella cellula. I ricercatori hanno anche confrontato i livelli di zinco nei topi giovani e anziani. I topi più anziani avevano bassi livelli di zinco che corrispondevano ad una maggiore infiammazione cronica e diminuita metilazione IL-6 che è un meccanismo epigenetico che le cellule utilizzano per controllare l’espressione genica. La diminuzione di IL-6 metilazione è stata trovata anche nelle cellule di persone anziane.

” Gli studi suggeriscono un potenziale legame tra carenza di zinco e una maggiore infiammazione che possono verificarsi soprattutto con l’età”, ha spiegato Ho.

I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati dalla rivista Molecular Nutrition & Food Research.

Co-autori sono Carmen P. Wong e Nicole A. Rinaldi del College of Public Health. La ricerca è stata sostenuta dall’ Experiment Station Oregon Agricultural, Bayer Consumer Care AG della Svizzera e OSU.

Comprendere il ruolo dello zinco nel corpo è importante anche per determinare se le Linee guida per l’assunzione di zinco devono essere adeguate. La dose giornaliera di zinco raccomandata per gli adulti è di 8 milligrammi per le donne e di 11 milligrammi per gli uomini, a prescindere dall’età. Attualmente non esiste un buon test biomarker per individuare se le persone assumono una corretta dose di zinco e determinare la sua carenza può essere difficile. Inoltre, il corpo non ha la capacità di immagazzinare lo zinco quindi la sua  corretta assunzione è importante. Assumere troppo zinco può causare altri problemi in quanto esso, può interagire con altri minerali. Il limite massimo di assunzione di zinco è di 40 milligrammi al giorno.

” Pensiamo che la carenza di zinco sia un problema più grande di quanto si crede e che la prevenzione sia molto importante. Capire meglio come lo zinco funziona nel nostro corpo è un settore importante per la ricerca futura”, ha concluso Ho.

Fonte: Carmen P. Wong, Nicole A. Rinaldi, Emily Ho. Zinc deficiency enhanced inflammatory response by increasing immune cell activation and inducing IL6 promoter demethylation. Molecular Nutrition & Food Research, 2015; DOI: 10.1002/mnfr.201400761

 

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