Atrofia muscolare spinale: farmaco sperimentale migliora la funzione muscolare

atrofia muscolare spinale

Un nuovo farmaco per l’atrofia muscolare spinale ha mostrato promettenti risultati in uno studio di fase II che ha coinvolto 20 bambini con insorgenza infantile di atrofia muscolare spinale. Lo studio, pubblicato in The Lancet, ha trovato che il farmaco Nusinersen ha migliorato la funzione muscolare e nervosa nella maggior parte dei bambini trattati.

I promettenti risultati dello studio hanno portato ad un più ampio studio clinico di fase III.

L’atrofia muscolare spinale è una malattia genetica che colpisce circa una su 11000 nascite. Colpisce le cellule nervose del midollo spinale che si collegano ai muscoli, causando conseguente debolezza muscolare progressiva e difficoltà respiratorie e ad alimentarsi.

L’esordio infantile è la forma più grave della malattia che colpisce il 60% delle persone con diagnosi di atrofia muscolare spinale. Fino ad ora non vi è alcun trattamento efficace per la malattia oltre a fornire cure di supporto permanente.

( Vedi anche:Atrofia muscolare spinale identificata una nuova causa).

Nello studio su 20 bambini di età compresa tra 1 e 7 mesi, i ricercatori hanno testato la sicurezza, l’efficacia e il meccanismo di azione del farmaco Nusinersen che è stato progettato per modificare il modo in cui il corpo legge il gene SMN2 e aumentare la produzione della proteina SMN, in questi bambini con l’atrofia muscolare spinale. La sperimentazione non ha incluso un gruppo di controllo ed è stata ‘aperta’, il che significa che i medici e genitori sapevano quali bambini venivano trattati con il farmaco.

“Anche se i nostri risultati sono promettenti, questo farmaco non rappresenta ancora una cura. Abbiamo osservato notevole miglioramento della funzione muscolare, per esempio alcuni bambini sottoposti a trattamento hanno sviluppato la capacità di sedersi e rotolare in modo indipendente, hanno migliorato il loro controllo della testa, la capacità di afferrare e di stare in piedi. Anche se questo tipo di miglioramento non è stato mai osservato prima nei bambini con l’atrofia muscolare spinale ad insorgenza infantile, il farmaco non ripristinare i livelli normali di funzione muscolare”, ha spiegato l’autore dello studio Dr. Richard Finkel del Nemours Children’s Hospital, USA. “E’ importante valutare questi risultati con attenzione poichè il nostro studio è relativamente piccolo, ma questo è un primo passo importante”.

I primi quattro pazienti hanno ricevuto le prime tre somministrazioni una bassa dose di Nusinersenuna (6 mg) per confermare che il farmaco era sicuro prima di essere somministrato ad un dosaggio più alto (12 mg). I restanti 16 pazienti hanno ricevuto la dose più alta durante tutta la sperimentazione. Il farmaco è stato iniettato direttamente nel fluido spinale tramite una puntura lombare.

Durante la sperimentazione, la funzione muscolare dei bambini è stata valutata utilizzando due test che hanno misurato la loro capacità di svolgere determinati compiti (controllo della testa, stare seduto, afferrare gli oggetti, rotalare, strisciare, stare in piedi e camminare) e la loro funzione muscolare generale.

Le competenze muscolari sono migliorate in 16 su 20 bambini.

I ricercatori hanno anche scoperto che le risposte generate dal nervo peroneale (che si trova dietro il ginocchio) sono aumentate nei bambini trattati con un’elevata dose di Nusinersen e le risposte dal nervo ulnare (che si trova al polso) sono aumentate in 12 dei 15 bambini per i quali le misure di attività del nervo erano a disposizione.

16 bambini sono vissuti senza necessità di supporto permanente della respirazione durante il periodo di trattamento che variava da 18 a 32 mesi.

Lo studio ha dimostrato che Nusinersen, quando somministrato con puntura lombare (spinal tap), è stato efficacemente assorbito dal fluido spinale e ha mirato le cellule nervose che erano più colpite nell’ atrofia muscolare spinale. Questa effetto del farmaco è stato verificato testando campioni di tessuto da tre bambini che sono morti durante lo studio, fornendo la prova di azione del farmaco.

Scrivendo in un commento collegato, il Prof. Thomas Gillingwater, dell’ Università di Edimburgo, Regno Unito, ha dichiarato: ” Anche se questi risultati devono essere interpretati con cautela nel contesto degli evidenti limiti di un piccolo studio open-labe, dovrebbero generare un significativo incoraggiamento ad elevare i livelli della proteina SMN che ha un probabile beneficio terapeutico nei pazienti con atrofia muscolare spinale “.

Lo studio è stato finanziato da Ionis Pharmaceuticals Inc e Biogen. E’ stato condotto da ricercatori dell’Ospedale per bambini di Nemours, Columbia University Medical Center, Università di Toronto, Stanford University e Ionis Pharmaceuticals.

Fonte: The Lancet

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